La donna delinquente, la prostituta, e la donna normale

€450

C. Lombroso & G. Ferrero.Torino, Roux, 1893.

Xi, 640 pp., 8 tavole (4 ripiegate). Prima edizione. Mezza pelle coeva, nervi, filetti e titolo in oro al dorso. Lievi difetti al dorso altrimenti ottime condizioni.
“Si può distinguere una donna criminale da una donna onesta dal solo aspetto fisico? Per Cesare Lombroso, tale distinzione fu non solo possibile, ma scientificamente fondata: esistono "caratteri degenerativi", ovvero anomalie fisiche, che permettono di sostenere l'esistenza di vere e proprie "criminali-nate" e di distinguerle dalla donna "normale", ovvero da colei che non delinque. Così, da Agrippina, adultera, incestuosa e mandatario di omicidi, a Messalina, esempio di delinquente e prostituta nata, a Charlotte Corday, celebre assassina di Marat, e ancora brigantesse, alcooliste, avvelenatrici e infanticide, nessuna sfugge all'esame di Lombroso che ne individua degenerazioni fisiche e morali, grazie a metodi d'indagine che oggi fanno sorridere e rabbrividire, come la misurazione di crani, denti, occhi, zigomi e di altre parti del corpo. A differenza de L'uomo delinquente, presto condannato per la sua inconsistenza scientifica, La donna delinquente ebbe grande impatto sugli studi criminologia successivi e la sua dominanza portò a enfatizzare a lungo la natura biologica del crimine femminile, probabilmente perché forniva una giustificazione dell'inferiorità della donna”.